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Visualizzazione dei post con l'etichetta Dottrina cristiana

Cosa significa essere una "Nuova Creatura" in Cristo? Studio su Colossesi 1:13

  La lettera di Paolo ai Colossesi è una lettera straordinaria che io amo particolarmente, quello che sto imparando da questa lettera è qualcosa che ha messo basi profonde nel mio cuore e mi ha rivelato molte cose della volontà del Padre per la mia vita. Ci sono moltissime cose da dire di questa lettera ma in questo studio voglio concentrarmi sul v.13 del cap.1: Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, In queste poche parole è concentrato il cambiamento drastico che è avvenuto nella nostra vita dal momento che siamo nati di nuovo in Cristo. Non è un cambio di religione, non è un cambio di modo di fare o di pensare rimanendo sempre nella stessa vita. 2Corinzi 5:17 ci dice: Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. Tutto ciò che fa parte del ‘prima’ o del ‘vecchio’ è passato. In senso letterale ‘passato’, in gr. parerchomai indica il m...

Dio ci mette alla prova? Capire il vero scopo delle difficoltà.

  Questo è un tema che tocca corde molto profonde, perché quando affrontiamo delle difficoltà cerchiamo nella Bibbia il senso del dolore e dell'attesa. Ho notato che per molti la crescita spirituale e la maturazione della fede sono concetti legati a tre grandi interpretazioni comuni: 1. La Prova come "Palestra" (Crescita Spirituale) Molti credenti vedono la prova non tanto come un esame per essere "promossi o bocciati", ma come un allenamento. L'idea è che Dio permetta le difficoltà per rafforzare i "muscoli" della fede. Sembra quasi che, per accrescere la fede, si debba per forza passare attraverso le difficoltà. Il versetto su cui poggia questa teoria è " Sapendo che la prova della vostra fede produce costanza " (Giacomo 1:3). 2. Il Crogiolo  In questa visione, molti credenti paragonano la prova al fuoco del fonditore: il calore serve a far venire a galla le impurità (l’ego, l’orgoglio, le false sicurezze) per eliminarle (Proverbi 17:3)...

Il Progetto Infallibile: Cristo come Centro della Creazione e Speranza del Mondo.

  Colossesi 1:15-20 Egli è l'immagine dell'invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura, 16 poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 18 Egli stesso è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli è il principio, il primogenito dai morti, affinché abbia il primato in ogni cosa, 19 perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza, 20 e, avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli. Questo brano è universalmente noto come 'L’inno cristologico'. Gli studiosi ritengono che fosse un canto liturgico che i primi credenti intonavano durante i culti e i battesimi....

Fuori dai Confini: Riscoprire la sufficienza di Cristo in un mondo di confusione.

  L’apostolo Paolo scrive ai Colossesi pur non avendoli mai incontrati di persona. A spingerlo è il resoconto accorato di Epafra, suo fidato collaboratore e fondatore di quella comunità. Epafra gli ha parlato di una chiesa fervida, una famiglia di fratelli che vive intensamente nell’amore di Dio. Paolo ne è commosso, il suo cuore esulta, eppure, tra le righe di quel racconto, percepisce un’ombra. Un’inquietudine lo spinge a prendere la penna: i suoi fratelli sono in pericolo. Dobbiamo immaginare Colosse per quello che era: una città di confine, un ponte sospeso tra Oriente e Occidente. Era un crocevia pulsante dove le rotte commerciali diventavano autostrade per le idee. Qui, la fede dei primi cristiani si scontrava quotidianamente con un mosaico stordente di culture: la logica stringente della filosofia greca, il fascino oscuro del misticismo persiano e il rigore millenario della legge ebraica. In questo clima di "contaminazione", molti credenti iniziarono a vacillare. Si in...

UNA NUOVA PROSPETTIVA: Vivi la Vita Cristiana dalla Tua Posizione nei Luoghi Celesti (Efesini 2)

  A volte, una singola frase può accendere una luce potente sulla nostra realtà. Recentemente, ho sentito risuonare questa affermazione: “Dobbiamo migliorare nell’essere spiriti.” Queste parole mi hanno scosso nel profondo, portandomi a riflettere su una verità fondamentale, eppure troppo spesso dimenticata, del nostro essere. La Bibbia ci insegna che non siamo semplicemente un corpo con un’anima; siamo, innanzitutto, uno spirito che dimora in un corpo e possiede un’anima. Eppure, ammettiamolo: dedichiamo infinitamente più attenzione e consapevolezza al corpo e alle sue esigenze, e all'anima (le nostre emozioni, la volontà, l'intelletto), che alla nostra identità più vera e profonda: lo Spirito. È qui che risiede la radice della nostra frustrazione. È per questa disconnessione che, pur desiderando ardentemente la vittoria, ci ritroviamo a collezionare più spesso sconfitte che trionfi nella vita che chiamiamo "cristiana". Il Limite della Vecchia Soluzione Di fronte a q...

"Perché gridi a me?" La Chiave dell'Autorità Delegata e della Collaborazione del Credente.

L'Interrogativo Divino e la Nostra Fede Secondo te, c’è qualcosa che tu potresti chiedere a Dio con tanta fede, con suppliche e lacrime, e Dio potrebbe risponderti: «Perché gridi a me?» Una risposta così diretta e apparentemente tagliente da parte di Dio (Colui che ci ama e ascolta sempre) non può significare disinteresse o incapacità. Il motivo è profondo e cruciale per comprendere il nostro ruolo di credenti. Per comprendere la ragione di questo interrogativo, dobbiamo analizzare l'episodio in cui Dio pose questa domanda al Suo servitore: Mosè, al Mar Rosso. La Crisi di Mosè: Dal Grido Ascoltato all'Azione Delegata Il popolo in schiavitù aveva gridato (come leggiamo in Esodo 3:7) e Dio, ascoltando quel grido, era intervenuto con potenza, inviando Mosè e le dieci piaghe per liberarli. In quel momento, il grido era l'unica cosa che potevano fare; erano impotenti. Ma la scena che troviamo in Esodo 14 è diversa. Israele, finalmente libero, si ritrova intrappolato in...