Studiando l’impatto e il ruolo della Parola nella nostra vita di nati di nuovo, mi sono imbattuta in Giacomo 1:22: « E siate facitori della Parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi ». Nella maggior parte delle traduzioni moderne e nei discorsi comuni, si tende spesso a sostituire il termine "facitori" con formule come "praticanti" o "coloro che mettono in pratica". La giustificazione abituale è che "facitore" sia un termine arcaico, obsoleto, ormai superato dalla lingua d'oggi. Ma è davvero solo una questione linguistica? Incuriosita, ho voluto scavare alle radici del testo originale per capire quale peso teologico custodisse quella scelta terminologica. La scoperta è stata illuminante. Nel testo greco, il termine tradotto con "facitori" è Poiētai (poiētēs) — la stessa radice da cui deriva la nostra parola "poeta". Nel mondo classico, il poiētēs non era affatto un semplice esecutore materiale, un operai...
Giovanni 15:1-2 Io sono la vera vite e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più . Queste parole di Gesù, nello scorrere dei secoli, hanno assunto un significato spesso molto diverso da quello che Lui voleva dare nel Suo tempo. Per questo è fondamentale fare un passo indietro e comprenderne il contesto originale. Per capire a fondo il Nuovo Testamento, dobbiamo renderci conto che Gesù non è apparso dal nulla nel mondo come un supereroe generico. È venuto come il Messia ebreo, sottomesso alla Legge, con un compito ben preciso: dimostrare che Dio non rimangia le Sue promesse. L'apostolo Paolo lo spiega chiaramente nella Lettera ai Romani 15:8: Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per la fedeltà di Dio, per adempiere le promesse fatte ai padri. I "padri" sono i patriarchi, e Gesù è la firma di Dio sul contratto dell'Antica Al...