Colossesi 1:15-20 Egli è l'immagine dell'invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura, 16 poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 18 Egli stesso è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli è il principio, il primogenito dai morti, affinché abbia il primato in ogni cosa, 19 perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza, 20 e, avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli. Questo brano è universalmente noto come 'L’inno cristologico'. Gli studiosi ritengono che fosse un canto liturgico che i primi credenti intonavano durante i culti e i battesimi....
L’apostolo Paolo scrive ai Colossesi pur non avendoli mai incontrati di persona. A spingerlo è il resoconto accorato di Epafra, suo fidato collaboratore e fondatore di quella comunità. Epafra gli ha parlato di una chiesa fervida, una famiglia di fratelli che vive intensamente nell’amore di Dio. Paolo ne è commosso, il suo cuore esulta, eppure, tra le righe di quel racconto, percepisce un’ombra. Un’inquietudine lo spinge a prendere la penna: i suoi fratelli sono in pericolo. Dobbiamo immaginare Colosse per quello che era: una città di confine, un ponte sospeso tra Oriente e Occidente. Era un crocevia pulsante dove le rotte commerciali diventavano autostrade per le idee. Qui, la fede dei primi cristiani si scontrava quotidianamente con un mosaico stordente di culture: la logica stringente della filosofia greca, il fascino oscuro del misticismo persiano e il rigore millenario della legge ebraica. In questo clima di "contaminazione", molti credenti iniziarono a vacillare. Si in...