Dimmi con chi ti identifichi e ti dirò chi vorresti essere. Spesso crediamo che la nostra identità sia un blocco di marmo scolpito e immutabile, ma la verità è che siamo tutti un mosaico fatto di pezzi altrui. Ci identifichiamo per colmare vuoti, per trovare protezione o per sentirci parte di una tribù. Dalle magliette dei calciatori indossate come armature, fino ai profili social che imitiamo inconsciamente, l'identificazione è il ponte che il nostro cervello lancia verso l'esterno per non affogare nell'isolamento. Non è una rinuncia a noi stessi, ma un modo per espanderci: prendiamo in prestito la forza di un eroe, il carisma di un leader o il dolore di una vittima per capire dove finiamo noi e dove inizia il resto del mondo. In questo gioco di specchi, la domanda vera non è solo ‘con chi’ ti identifichi, ma ‘perché’ il tuo io ha scelto proprio quel riflesso per raccontare la sua storia. Una "rete Wi-Fi" nel cervello Questo "copia e incolla" emotivo n...
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