Voglio parlare ancora di una delle verità più esplosive e trasformative delle Scritture: la nostra identità in Cristo, così come ci viene svelata con dettagli mozzafiato dall'apostolo Paolo nella sua lettera agli Efesini! Comprendere ciò che dirò ti farà riscoprire chi sei veramente e, di conseguenza, a rivoluzionare il modo in cui parli con Dio.
Paolo, con la sua profondità spirituale, non si limita a istruirci: egli prega per gli Efesini, e in quelle preghiere, rivela la nostra statura gigantesca nel Regno. Le sue suppliche non sono solo un modello di come pregare, ma un potente faro che illumina ciò che già possediamo.
Ascolta, perché qui sta il punto di svolta, la rivelazione che può sconvolgere le nostre abitudini spirituali più radicate. Quante volte ci siamo trovati in ginocchio, magari con le lacrime agli occhi, a sussurrare o a gridare: "Signore, dammi più potenza! Dammi più amore! Voglio più di Te nella mia vita!" Lo facciamo con fede, con trasporto, con un desiderio sincero. Certo, è un’espressione di un cuore che cerca Dio, ma dobbiamo avere il coraggio di chiederci: è una preghiera biblica? Riflette veramente la volontà di Dio per il credente nato di nuovo?
La risposta che ci arriva dal Cielo è una scossa elettrica, un NO che ci risveglia: Non dobbiamo chiederle, perché le abbiamo già! Non scandalizzarti! Tutta questa "mancanza" che percepiamo è una distorsione, un difetto di visione. La verità è che in Cristo, noi siamo completi e perfetti!
Leggiamo l'affermazione perentoria in Colossesi 2:9-10, un versetto che dovrebbe essere scolpito nel nostro cuore:
“poiché in lui [Cristo] abita corporalmente tutta la pienezza della Deità. E voi avete ricevuto la pienezza in lui, essendo egli il capo di ogni principato e potestà.”
Hai letto bene? "E voi avete ricevuto la pienezza in lui!" Tutta la pienezza di Dio, senza sconti, senza percentuali mancanti, è nel Suo Figlio, e noi, in Lui, abbiamo ricevuto quella stessa pienezza! Questa incredibile, sbalorditiva pienezza non è un obiettivo da raggiungere, ma una realtà nel nostro spirito rigenerato!
Per questo, Paolo non chiede a Dio di dare agli Efesini qualcosa che non hanno—né potenza, né conoscenza, né alcun altro attributo—ma chiede la RIVELAZIONE! Chiede che Dio ci doni una conoscenza spirituale, una comprensione profonda di tutto ciò che abbiamo già ottenuto in Cristo dal momento della nostra nuova nascita!
Il primo passo, dunque, è un concreto atto di fede: credere, qui e ora, che siamo santi, perfetti, irreprensibili e di nulla mancanti in Cristo!
Il Mistero delle Due Paroline: "In Cristo"
Forse la nostra più grande difficoltà risiede nella comprensione di quelle due paroline: "in Cristo," "in Lui." Tanta della nostra vita spirituale è passata a fare una sottile ma devastante distinzione tra "noi" e "Lui." Ci vediamo come separati, come "bravi cristiani" che cercano di imitare il Grande Modello.
Ma la verità del Vangelo, il mistero svelato, è che noi, come nati di nuovo, siamo diventati UNO con Cristo! Non siamo più due entità separate, ma una simbiosi spirituale perfetta! Se siamo uno con Lui, allora in Lui, abbiamo tutto ciò che Egli ha voluto che fossimo e possediamo tutto ciò che Egli possiede!
A conferma di questa unità strabiliante, 1 Giovanni 4:17 tuona una verità che fa tremare le fondamenta del nostro senso di indegnità:
“In questo l'amore è stato reso perfetto in noi... che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo.”
Non in cielo! Non domani! Ma "in questo mondo!" Possiamo affermare con assoluta certezza, come ribadisce Gesù in Giovanni 17:23: "Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità..." Questa è la gloriosa conferma di Colossesi 2:9-10! La pienezza è in Lui, e noi siamo in Lui.
Ricorda: siamo fatti di spirito, anima e corpo. Al momento del "Sì" a Cristo, il nostro spirito è stato completamente rigenerato, reso della stessa natura di Dio (1 Corinzi 6:17 Ma chi si unisce al Signore è uno stesso spirito con lui." - 2Pietro 1:4 attraverso le quali ci sono donate le preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse diventiate partecipi della natura divina...). La parte che ha bisogno di lavoro non è il tuo spirito perfetto, ma la tua anima (mente, volontà, emozioni), che deve essere rinnovata dalla Parola (Romani 12:2) per conformarsi a quell'identità divina che il tuo spirito già possiede.
Ed è in funzione di questa trasformazione, di questa "messa a fuoco" dell'identità, che Paolo innalza la sua magistrale preghiera per gli Efesini, e per noi:
L'Urgenza della Rivelazione: Efesini 1:16-23
Paolo non chiede a Dio di donare, ma di illuminare! La sua preghiera è una mappa per sbloccare la Potenza Incredibile che è già in noi. Egli chiede tre cose fondamentali:
Lo Spirito di Sapienza e di Rivelazione nella conoscenza di Lui:
Non possiamo conoscere il Padre della Gloria con i nostri cinque sensi o con l'intelletto umano. La nostra conoscenza di Dio arriva solo tramite la rivelazione, che è rendere manifesto ciò che era nascosto. Paolo chiede una sapienza spirituale (1 Corinzi 2:13), che spieghi le realtà spirituali, perché Dio si può conoscere solo tramite il Suo Spirito di rivelazione.
Illumini gli occhi della vostra mente:
Non basta la rivelazione, serve l'illuminazione! Cosa significa? Significa attivare l'immaginazione spirituale! La nostra mente funziona per immagini. L'immaginazione è un dono divino, il motore della creatività. Se la usiamo per dare indicazioni stradali, quanto più ne abbiamo bisogno per la Fede! Ebrei 11:1 ci dice che la fede è "dimostrazione di cose che non si vedono." Per vedere ciò che non si vede nel naturale, dobbiamo vederlo prima nello spirituale, nella mente!
Se azioniamo la Mente di Cristo, che in noi conosce la Sua opera compiuta—il Suo sacrificio, la Sua guarigione—allora possiamo immaginare la perfetta salute, perché ogni malattia è stata condannata sul Suo corpo. L'immaginazione spirituale ci permette di vedere la nostra realtà in Cristo, anche se il naturale urla il contrario! Possiamo chiamare le cose che non sono come se fossero! Io sono già guarita, perché la Sua opera è infinitamente più reale della mia temporanea sensazione fisica!
Affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione, quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo:
Non nasciamo di nuovo consapevoli di tutto ciò. Nasciamo di nuovo per fede, e lo Spirito Santo ne dà testimonianza al nostro spirito (Romani 8:16). Ma le ricchezze, l'eredità e la straordinaria grandezza della Sua Potenza — quella Potenza che ha risuscitato Cristo dai morti e Lo ha posto sopra ogni cosa! — tutto questo è ancora da scoprire!
Lascia che gli occhi della tua immaginazione siano illuminati! L'eredità è spirituale, non carnale. Le cose spirituali si comprendono solo tramite lo Spirito.
Smettiamo di chiedere ciò che abbiamo già. Iniziamo a chiedere la RIVELAZIONE di ciò che siamo! In questo risiede la nostra Potenza Incredibile!
La Potenza in Noi: Il Paradosso del Credente
Riprendiamo la parte cruciale della preghiera di Paolo, l'apice della sua richiesta per l'illuminazione spirituale:
“e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l'efficacia della forza della sua potenza” (Efesini 1:19)
Qui Paolo ci porta a contemplare qualcosa che va oltre l'immaginabile! Non una "potenza" qualsiasi, ma la "straordinaria grandezza" di essa! Ma c'è un dettaglio linguistico che, se ignorato, ne attenua la forza.
Quel termine che leggiamo come “verso” in alcune traduzioni, in realtà, secondo l'originale greco eis , può essere reso in modo molto più intimo e dinamico: “della sua potenza IN noi” o “della sua potenza PER noi che crediamo.”
Capisci la differenza? Non è una potenza che si muove in direzione nostra, come se dovesse ancora arrivare. È una potenza che risiede e agisce dentro di noi! È la forza d'azione che Dio impiega attraverso il credente!
L'Elemento Chiave: Il "Crediamo"
Paolo è chirurgico nel suo linguaggio. Egli aggiunge una clausola fondamentale per l'attivazione di questa potenza: "verso di noi che crediamo."
Credere non è un accessorio; è la porta d'accesso, il meccanismo di attivazione. Tutto ciò che abbiamo già ricevuto in Cristo, tutta la pienezza e la potenza di Dio nel nostro spirito, non si manifesta automaticamente nell'anima e nel corpo. Dobbiamo crederci, è per fede!
Ripeto con enfasi il grido di battaglia di questo studio: Non si tratta di chiedere una potenza mancante, ma di credere e ricevere ciò che è già pienamente nostro. La fede è la mano che afferra la realtà spirituale. Se non crediamo di essere completi, finiamo per pregare da poveri mendicanti per una ricchezza che giace inattiva nel nostro conto in banca celeste!
L'Autorità e la Potenza della Risurrezione (vv. 20-23)
E ora, prepariamoci a misurare l'ampiezza di questa "straordinaria grandezza della sua potenza" (v. 19). Paolo non la descrive con parole umane, ma la misura con un evento cosmico e storico: la resurrezione e l'ascensione di Cristo!
“che egli ha messo in atto in Cristo, risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura, ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi...” (vv. 20-22, sintesi)
Paolo sta dicendo: "Volete sapere quanto è potente la forza di Dio che opera in voi? È la stessa forza che ha sradicato Gesù dalla morte e Lo ha innalzato sopra ogni singola autorità nell'universo, in ogni tempo!"
Questa è la Potenza Incredibile! E dove risiede questa autorità onnicomprensiva di Cristo?
Paolo prosegue: “e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti.” (vv. 22-23)
Noi, la Chiesa, siamo il Suo corpo! Se Cristo è il Capo, seduto al di sopra di ogni principato e potestà, e noi siamo il Suo corpo, allora dove si trova il Suo corpo?
Il Suo corpo è dove si trova Lui! Questo è il concetto strabiliante della nostra unione con Cristo: l'autorità che appartiene al Capo è estesa e manifestata attraverso il Suo Corpo, qui sulla terra!
Attenzione, è cruciale non travisare: noi non siamo diventati Cristo. Ma siamo Suoi diretti rappresentanti, Suoi Ambasciatori (2 Corinzi 5:20), uniti a Lui nello spirito. Se il Capo ha ogni autorità, il corpo opera sotto quell'autorità, per estenderla e manifestarla. La potenza di risurrezione, che ha innalzato Gesù al di sopra di ogni dominio, è la stessa potenza che opera in noi che crediamo!
Conclusione: Vivere dall'Identità, Non dalla Mancanza
È tempo di abbandonare la vecchia mentalità di "mancanza" e di abbracciare la realtà della pienezza in Cristo!
Abbiamo scoperto che la nostra vita in Cristo non è un percorso verso l'ottenimento di qualcosa che ci manca, ma un viaggio di scoperta di tutto ciò che abbiamo già ricevuto!
Siamo completi: Tutta la pienezza della Deità è in Cristo, e noi abbiamo la pienezza in Lui (Colossesi 2:9-10).
La preghiera cambia: Smettiamo di mendicare potenza e amore. Iniziamo a chiedere rivelazione e illuminazione sulla nostra identità e sulla ricchezza che già possediamo in Cristo (Efesini 1:17-18).
L'immaginazione è la chiave: Attiviamo la Mente di Cristo per vedere, attraverso l'immaginazione spirituale, la realtà compiuta della guarigione, della santità e dell'autorità, chiamando le cose che non sono come se fossero (Romani 4:17).
La Potenza è in noi: La straordinaria grandezza della potenza che ha risuscitato Cristo e Lo ha posto al di sopra di ogni cosa opera in noi che crediamo!
La tua vita spirituale non è una corsa per riempire un vaso vuoto, ma un processo per togliere il coperchio a un vaso già stracolmo della natura e della potenza di Dio.
Il primo passo? La Fede! Credi, fin da questo momento, che sei perfetto, completo, santo, e autorizzato in Cristo. Lascia che lo Spirito di rivelazione illumini gli occhi della tua mente e vivi ogni giorno non come chi chiede potere, ma come chi manifesta la sua Potenza Incredibile! Sei il Suo corpo, e l'autorità del Capo è la tua eredità!
Commenti