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Oltre la spiritualità: Il ruolo del corpo nella nostra fede (prima parte)


Romani 12:1 Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio.

Esploriamo qui il profondo significato di Romani 12:1, concentrandoci in particolare sull'esortazione a "presentare i vostri corpi". Normalmente, quando studiamo la Parola di Dio, ci concentriamo su temi spirituali come la nostra relazione con Dio, la nuova identità in Cristo e i doni spirituali. Questi aspetti sono fondamentali e hanno un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana.

Tuttavia, questo versetto sposta la nostra attenzione su qualcosa di più tangibile: il corpo. 

Il corpo: non un nemico, ma un tempio

Spesso il corpo viene visto come sinonimo della "carne", intesa come la parte di noi che ci porta ai guai e al peccato. Predicare sul corpo può essere un terreno scivoloso e pericoloso, perché si rischia di cadere nel legalismo, una mentalità che impone regole e divieti esterni (es. "non devi fare questo o quello"). 

In molte realtà religiose il corpo viene visto come un ostacolo, come la fonte del peccato, come qualcosa da mortificare. Questo perché è stato confuso il concetto di "carne" con la nostra parte fisica, arrivando a pensare, ad esempio, che curarsi, fare sport o prendersi cura di sé fosse una vanità che non onora Dio. Ma la Bibbia ci rivela una verità radicalmente diversa!

Il corpo è la nostra parte fisica, quella che ci mette in contatto con il mondo che ci circonda. È lo strumento attraverso cui viviamo la nostra vita, e per questo motivo può essere facilmente influenzato dal male, diventando "anarchico" se non è sotto il controllo dello Spirito di Dio.

Ma proprio perché è la parte tangibile che ci mette in contatto con il mondo che ci circonda, il  corpo è determinante.

Il nostro corpo non è un nemico e non è nemmeno una prigione. È il tempio dello Spirito Santo. Se il nostro spirito è stato rigenerato, se la nostra anima è il centro delle nostre scelte, il nostro corpo è lo strumento attraverso cui manifestiamo la nostra fede.

Spirito, anima e corpo: un equilibrio fondamentale da comprendere

La nostra identità di credenti nati di nuovo è composta da tre elementi interconnessi: spirito, anima e corpo  (1Tessalonicesi 5:23 Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo.)

Quando siamo nati di nuovo il nostro spirito è stato completamente rigenerato, ora è nuovo di zecca, non ha più nulla a che vedere con quello di prima; è fondamentale conoscere la portata di questa rigenerazione: il nostro spirito è della stessa natura di Dio (Giovanni 1:12-13) è diventato uno con Cristo (1 Corinzi 6:17) abbiamo in noi la potenza che risuscitò Cristo dai morti (Efesini 1:19-20) è santo e irreprensibile (Efesi1:4) è sigillato con lo Spirito Santo (Efesi 1:13), non pecca perché è nato da Dio (1 Giovanni 3:9). Il nostro spirito rinato dovrebbe essere il governatore della nostra vita quotidiana (Galati 5:16). 

E il nostro corpo? Il nostro corpo è stato anch’esso acquistato da Cristo ad un prezzo incalcolabile perché fosse il tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 6:19-20) il prezzo che Cristo ha pagato è stato il suo stesso corpo, Egli  ha preso su di sé ogni maledizione, ogni giudizio, ogni peccato affinché noi potessimo diventare il tempio di Dio puro e santo. 

Quindi, il nostro corpo è diventato la dimora di Dio (Ebrei 3:6). Da se stesso non ha volontà, non ha intelletto è soltanto un contenitore. Prova ne è il fatto che il giorno che la nostra vita termina questo corpo rimane qui in terra, viene seppellito e pian piano si consuma e torna alla polvere. 

Il nemico, per mezzo del peccato ha innalzato così tanto il nostro corpo che lo ha fatto diventare il nostro governatore, infatti gli ubbidiamo in tutti i suoi desideri. Gesù ha detto: Non siate in ansietà per il vostro corpo (Matteo 6:25) questo non significa che non dobbiamo prenderci cura di esso, ma che non deve diventare il nostro governatore. 

Se leggendo questo, ti viene in mente: "Ma il mio corpo non mi sta governando!" Ecco, allora prova a decidere di fare un digiuno di tre giorni per pregare e stare alla presenza di Dio, poi mi dici come è andata.

Infine, visto che noi siamo spirito, anima e corpo, rimane l’anima. L'anima è l'interfaccia, la valvola di controllo tra il nostro spirito e il nostro corpo. È la sede della nostra mente, delle nostre emozioni e della nostra volontà. Le decisioni che prendiamo nascono nell'anima e vengono eseguite dal corpo. Se la nostra anima si sottomette alla guida dello Spirito rigenerato, il nostro corpo agirà in armonia con la volontà di Dio. Se invece l'anima si lascia governare dai desideri carnali, il corpo ne seguirà i comandi.

Cosa significa, dunque, "presentare i vostri corpi"?

L'esortazione di Paolo non riguarda l'abbandono o la mortificazione del corpo, ma la sua consacrazione. Presentare il nostro corpo non è un gesto passivo, ma un atto di volontà, una continua scelta consapevole. Paolo lo descrive come un "sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio".

Tutti i comportamenti visibili del corpo sono il risultato di ciò che lo governa.

C’è un’apparente contraddizione: i sacrifici dell'Antico Testamento erano offerti morti, mentre qui siamo chiamati a offrire i nostri corpi vivi, pulsanti, attivi. 

Ma di fatto non lo è perché in Romani 6:4-7 è scritto che siamo morti con Cristo, il sacrificio perfetto, che il corpo del peccato è stato crocifisso ed è morto. E poi poco più avanti al v.11 dice: così, consideratevi morti al peccato ma viventi a Dio, in Cristo Gesù nostro Signore. Perciò, quando presentiamo il nostro corpo come sacrificio stiamo presentando il nostro corpo che è morto al peccato ma vivente a Dio in Cristo Gesù.

Questa è un’affermazione molto potente!

È un sacrificio totale e perfetto, grazie a Cristo.

È interessante però che Paolo non si ferma qui nella sua esortazione ma continua spiegando in che modo possiamo presentare questo sacrifico: 

Romani 12:2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà

Ecco qua, che entra in gioco l’anima, la mente. Il conformarsi al mondo è il vivere secondo la carne, e la nostra mente è ben abituata in questo senso; per non conformarsi al mondo occorre che venga costantemente  rinnovata .

Questo rinnovamento non è avvenuto in modo automatico al momento della nostra nuova nascita, perché è la parte che spetta a noi, è quella nostra collaborazione con il piano divino per la nostra vita, è l’esercizio della nostra libera scelta di seguire Dio oppure no. Dio non obbliga nessuno, Lui ha offerto se stesso per la nostra salvezza, ci ha messo a disposizione tutte le benedizioni del cielo per la nostra vita, ma non ti obbliga a prenderlo, deve essere una tua decisione. Dio vuole essere amato per scelta non per obbligo, se è per obbligo non è più amore.

Quindi, il rinnovamento della mente è onere nostro, ci dobbiamo applicare per rinnovarla e lo facciamo per amore di Colui che ci ha amati e ha dato se stesso per noi. Il rinnovamento della mente può avvenire soltanto in un modo: tramite la Parola di Dio. La Parola di Dio è ciò che Lui ci ha lasciato per farci conoscere nel dettaglio tutto quello che ci serve per la nostra nuova vita in Lui. È nella Parola che troviamo tutto ciò che concerne Dio, il suo piano, la sua volontà, il suo carattere, la nostra vera identità in Cristo; dove possiamo conoscere Cristo in tutta la sua bellezza, bontà e amore. 

L’unico modo per conoscere tutte queste cose è la conoscenza e la meditazione della Parola di Dio. 

L’apostolo Paolo ci ha lasciato nelle sue lettere, le sue preghiere e il proposito di queste sue richieste a Dio a favore dei credenti, è proprio il rinnovamento della loro mente. Paolo non si limita a chiedere a Dio di benedirli; le sue suppliche sono specifiche e profonde. Egli prega per la rivelazione divina, che è la chiave per una conoscenza che va oltre l'intelletto. Non si tratta di imparare versetti a memoria, ma di ricevere un'illuminazione diretta dallo Spirito Santo che ci permetta di vedere chi siamo veramente e cosa abbiamo in Cristo. Qui di seguito vi elenco queste preghiere: 

Efesi 1:16-23 non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, 17 affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; 18 egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, 19 e qual è verso di noi che crediamo l'immensità della sua potenza. 20 Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nei luoghi celesti, 21 al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. 22 Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, 23 che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti.

Qui Paolo prega per uno "spirito di sapienza e di rivelazione". Il suo desiderio è che i credenti conoscano la speranza della loro chiamata, la ricchezza della loro eredità e l'immensità della potenza di Dio che opera in loro che è la stessa potenza che ha risuscitato Cristo dai morti.

Efesi 3:14-21  Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, 15 dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, 16 affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, 17 e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, 18 siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo 19 e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen.

Qui chiede di essere "fortificati... nell'uomo interiore" e di comprendere la profondità dell'amore di Cristo. Questa conoscenza non è solo teorica, ma esperienziale. Essere radicati in quest'amore ci permette di essere "ricolmi di tutta la pienezza di Dio".

Filippesi 1:9-10 E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, 10 perché possiate apprezzare le cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo, 11 ricolmi di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

In questa preghiera, Paolo lega l'amore alla "conoscenza e a ogni discernimento". L'amore del credente deve crescere in profondità, non solo in estensione, affinché si possa discernere ciò che è veramente importante e vivere una vita che porti frutto e sia "irreprensibile".

Colossesi 1:9-12 non cessiamo di pregare per voi e di domandare che siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, 10 perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; 11 fortificati in ogni cosa dalla sua gloriosa potenza, per essere sempre pazienti e perseveranti; 12 ringraziando con gioia il Padre che vi ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce.

Paolo prega affinché i credenti siano "ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio". Questo non è un fine a sé stante, ma ha uno scopo pratico: "camminare in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa". La conoscenza di Dio ci spinge a vivere in modo che Lo onori.

Il rinnovamento della mente avviene tramite la conoscenza della Parola, non solo intellettuale ma rivelata dallo Spirito Santo tramite la meditazione e la preghiera.

Queste preghiere non sono solo un bel pezzo di teologia; sono il nostro manuale di istruzioni per la preghiera. Se vogliamo davvero che il nostro corpo sia un sacrificio vivente e che la nostra mente venga rinnovata, dobbiamo iniziare a fare nostre queste richieste. Preghiamo per la rivelazione, per la conoscenza dell'amore di Cristo e per la saggezza spirituale. Solo così potremo smettere di "conformarci a questo mondo" e trasformare radicalmente il nostro modo di pensare e di agire e presentare così i nostri corpi in sacrificio vivente santo e accettevole a Dio.

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Chi sono

Ciao a tutti e benvenuti su Pilastri della Fede! Sono Nadia Pianalto: nella vita sono moglie, mamma e nonna, ruoli che amo e che hanno arricchito il mio percorso. Ma c'è un altro aspetto della mia vita che mi sta profondamente a cuore e che desidero condividere con voi: la mia continua crescita nel cammino di fede. Sono cresciuta nella Chiesa Cristiana e per decenni ho vissuto la mia fede con grande impegno. Ero attiva nella comunità, seguivo le pratiche tradizionali e credevo sinceramente di dare il meglio. Tutto questo ha gettato le basi per la mia spiritualità e mi ha sostenuto nel mio percorso. Tuttavia, con il tempo, ho capito che c'era qualcosa in più. Pochi anni fa ho avuto una rivelazione profonda: pur amando la Chiesa, mi mancava una relazione personale e diretta con Dio. Questa non è stata una rottura con il passato, ma piuttosto un'evoluzione. Ho scoperto che una relazione con Dio si costruisce principalmente in due modi: Conoscendolo attraverso la Sua Parola, la...

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